lunedì 23 maggio 2016

Un weekend maschile, agreste e di puro amore

Quello che ho appena trascorso è stato un weekend intenso, sola tra uomini, immersa nella tranquillità della Brianza. Già la Brianza, terra natia del mio foresto marito. Un posto tranquillo, ricco di verde e di silenzio. Quel silenzio che manca tanto in città. Milano ultimamente mi va stretta stretta. Mi manca quell'abitudine all'umanità che caratterizza le piccole città come quella in cui sono cresciuta. Mi manca molto il contatto, la vita di quartiere, la calma e le persone semplici. E la Brianza, che è tutto questo al cubo, mi ha un pò ricaricata. Poi tutto quel verde e l'aria fresca hanno fatto bene un pò a tutti, soprattutto al nostro babychicco, che ha corso come un matto sui prati scalzo e felice, ha raccolto un sacco di margherite e ha giocato senza sosta a palla con il nonno e il suo papà. Che bimbo fortunato.
Tranquilli non sto tradendo il mio amato mare con la vita agreste, ma ecco sto iniziando ad apprezzarla. Il silenzio della sera, i tramonti limpidi, la tranquillità..sono cose che ricaricano, no? Forse sto invecchiando o semplicemente divento più consapevole di molte cose che già sapevo.
Da piccola sognavo di avere una casetta con le scale, un giardino con l'orto e un cane. Perchè anche se sono cresciuta in città ho sempre avuto la campagna nel cuore e alle spalle. I miei zii hanno tutti l'orto e lo coltivano sapientemente. A Genova è così la campagna è dietro di te, davanti il mare e dietro sempre il verde delle montagne, come a ricordarti che sono li a proteggerti dal cemento e dallo stress.
Qui in terra padana è tutto geograficamente diverso ma angoli felici ce ne sono e per noi la Brianza è la via di fuga più comoda quando il verde del parco in mezzo alla città non ti basta più.
Per chi come noi avesse voglia di fuggire un pò consiglio una visita in risciò al Parco di Monza noi ci siamo divertiti tantissimo e poi perchè non avventurarsi nella wild Brianza in cerca di un buon agriturismo?
Consiglio vivamente il ristorante "le Terrazze di Montevecchia" ottimo cibo (che fa deconcentrare sui modi un pò rudi del personale) e l'Agriturismo Tenuta Valcurone il servizio è un pò lento ma ottimo anche questo.






Buonavventura per chi volesse ;-)

PS dei Brianzoli a confronto..parlerò più avanti :-)

mercoledì 20 aprile 2016

Oggi ti racconto i biscotti al vino della zia Tullia

Sono giornate svaporate a tratti complicate, complice la primavera e la mia testa che è stata altrove per un po' a causa di scelte importanti e altre questioni piu' o meno in sospeso delle quali non parlo per il momento.
Vorrei ricominciare a scrivere con più assiduità e costanza e vorrei continuare a parlare di quel tutto e un pò che caratterizza questo mio blog, che è una fuga, un angolo tutto mio, una wunderkammer della mia vita.
Cucinare è una cosa che mi da grande sollievo e cucinando mi rilasso, stacco la testa e spendo energie in positivo. Ho imparato che a volte per scrollarsi la pesantezza di una brutta giornata o un periodo di cattivi pensieri mi serve organizzare una bella serata, sedermi a tavola, assaporare un buon piatto e bere un bel bicchiere di vino. Grazie a mio marito ho riscoperto il piacere della convivialità e con esso ho migliorato il mio modo di cucinare. Non sono certo l'Artusi, ma mi diverto un sacco. Da quando poi c'è Giovanni e il suo buon appetito cucinare è ancora più divertente.
Nelle mia famiglia poi il cibo ha avuto sempre un qualcosa di magico. E' stato ed è un collante.
Durante un bel pranzo o una cena in compagnia, come in un film di Opzetec, ci si raccontava, consolava e amava. Si stava in allegria. E quindi eccomi che provo a vincere il blocco dello scrittore con una ricetta della mia Zia preferita.
La "mia" Zia preferita si chiama Tullia, è la sorella maggiore della mia mamma ed è una forza della natura. Lei è un esempio di positività e voglia di fare, è davvero fantastica. Quando sono a Genova faccio il possibile per andare a trovarla con il mio nano ed è sempre una festa. La zia è fatta cosi mi (ci) vizia con golosità, mi (ci) incanta con il suo bel giardino con vista mare e soprattutto ci coccola tanto.
L'ultima volta che siamo andati ci ha fatto una spremuta con le sue arance (si proprio le sue!) e poi ci ha fatto assaggiare dei biscotti buonissimi dei quali non posso non parlare.
Si tratta di biscotti al vino: semplici quanto buoni e inconsapevolmente veg, Approvati da marito e da nano (si, lo so che sono audace,ma il vino è cotto quindi l'alcol è sparito)
Ho chiesto alla mia Zia, ed ecco la ricetta:

BISCOTTI AL VINO DELLA ZIA TULLIA


3 tazze di farina 00
2 tazze di zucchero bianco
1 tazza di olio di semi
1 tazza di vino rosso
frutta secca a piacere, meglio se sminuzzata (noci, mandorle, prugne, fichi..)
zucchero di canna per guarnire

Si mescolano insieme tutti gli ingredienti nell'ordine sopra elencato. Si amalgamano bene tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido ma sodo. Si lascia riposare per almeno una mezzoretta. Si stende poi la pasta dei biscotti e si tagliano. Prima di disporli sulla carta da forno "impanare" i biscotti nello zucchero di canna. Cuocere in forno ventilato a 180 gradi fino a che i biscotti non si dorano. Sono spaziali. Ottimi con vin santo o digestivi, buonissimi anche a colazione, merenda, sul divano davanti a un film insomma quando uno vuole. Inoltre si cucinano con pochi ingredienti sempre disponibili e sono un ottima idea per non sprecare del vino e della frutta secca di avanzo.
Ah importantissimo con queste dosi ne vengono una valanga, ma in una scatola di latta durano un bel po!

PS la foto è da blog serio, quasi da professionista, non so come ma mi è capitata (Giogi mano lesta!)

giovedì 18 febbraio 2016

A volte ritornano..aiuto mi sto imbruttendo davvero!



Non scrivo da millenni ma capita quando hai un nanerottolo da accudire e nel mentre riprendi il lavoro e ti immergi, per cosi dire, in quel caos chiamato vita. Si perchè la maternità -almeno per me-è stato un periodo di grazia, nel quale mi sono goduta a pieno la gioia di questa nuova vita e la felicità di vedere la mia famiglia crescere. Pero' poi come tutte le cose belle -vacanze, erasmus, infanzia.. - anche il congedo maternità finisce e si ritorna alla vita reale. E la mia vita reale ora è per me un incastro quasi perfetto (malanni a parte) di casa, ufficio, asilo. Per fortuna mia mamma ci viene spesso in soccorso. Comunque deliri da mamma lavoratrice a parte, mi sono accorta che mi sono davvero "imbruttita"-nel senso più milanese del termine-. Non scherziamo, l'altro giorno stavo per dire "figa..!". Aiuto!!!
Qui urge trasferta imminente nella mia Genova, una colazione a base di latte macchiato e focaccia con le cipolle e un bel giro nei caruggi. Si a respirare un po'di iodio, eh!
Sono due mesi che non scendo e questo non va bene. Ma i malanni di babychicco, le commissioni, il lavoro, il freddo e la nebbia mi hanno fagocitata. Forse questa mia mancanza di tempo rispecchia realmente la milanesità che si è appicicata a me. Anche a Genova, come nel resto d'Italia, si lavora e si crescono figli. Ma si respira un attimo di più. Qui si corre, troppo e troppo veloce, e la cosa è stressante. Moltissimo. Ho comprato un libro bellissimo , grazie alla dritta di Justine di Le funky mamas che forse mi aiuterà a uscire da questo loop diabolico. Magari leggendo e meditando mi aprirò a nuove prospettive. Per il momento comunque è gia stato bellissimo ricominciare a scrivere qui..
Ora aspetto la Primavera e le sue giornate lunghe. E poi Milano in Primavera - pollini a parte - è davvero più bella.
L'alba da Casa Chicco
E la mia gioia più grande che sfida il freddo pungente milanese

Mia mamma da Genova mi tortura così

mercoledì 9 settembre 2015

Autosvezzamento e polpettone genovese

Come ho gia scritto qui il mio bimbo è autosvezzato. Con autosvezzamento o svezzamento naturale si intende seguire i bisogni e le richieste dei propri piccini. In controtendenza allo svezzamento tradizionale il bimbo assaggia e impara a gustare i cibi buoni e ben cucinati. Ci si siede a tavola tutti insieme (possibilmente) e il bimbo sperimenta. Ora, non è qualcosa di bellissimo? Il cibo diventa il protagonista della tavola e non ci si preoccupa più di quantità ma solo di qualità. Il mio bimbo si diverte e mangia con piacere. Fare la spesa è piu divertente: compro con più cognizione di causa, leggo con più attenzione la lista degli ingredienti, cerco di prendere tutto fresco e di stagione. E mi diverto un sacco a cucinare. E già mi piaceva farlo! Sperimento nuove ricette e spulcio nel ricettario di famiglia. Ecco quindi qui a seguire la ricetta dell polpettone genovese (come si fa a casa mia!)


POLPETTONE GENOVESE di MAMMA (anzi NONNA) PAOLA


Questa è la versione originale e super buona di mia mamma 





4 etti di fagiolini
3 patate di media grandezza
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 uova 
60 gr di parmigiano reggiano grattuggiato
una bella manciata di maggiorana (possibilmente fresca)
pan grattatto
olio e.v.0
sale q.b.

Pulire le verdure e bollire separatamente (per le patate io uso la pentola a pressione) schiacciare le patate nel passaverdure e tritare i fagiolini con mezzaluna e tagliere (ma anche con il mixer se non si ha troppo tempo) fare soffriggere la cipolla insieme all'aglio e infine tritarla insieme alla maggiorana. Mescolare tutte le verdure in una bella ciotola. Aggiungere le uova e il parmigiano. Oliare una teglia di media grandezza e spianare il composto ottenuto con una spatola rendendolo ben uniforme. Con la forchetta fare una specie di griglia, aggiungere il pan grattato e l'olio. Cuocere in forno a 180 gradi per circa mezzora. Servire freddo o tiepido con una bella insalata di pomodori ben maturi (che tra l'altro il mio bimbo adora :-)!) e buon appetito!

Consiglio di assaggiare TUTTO bene per dosare il sale. 

Il polpettone genovese è un tripudio di bontà, è delicato ma gustoso ed è uno dei miei piatti preferiti che potrei mangiare all'infinito. E'vegetariano, vitaminamico, geuino e anche veloce (in un certo senso). Semplicemente super buono e quello di mia mamma è davvero divino. Io ci provo, e il risultato al mio Giovanni è piaciuto parecchio. Provare per credere.

Qui a casa della nonna il mio piccino fa festa grande

sabato 22 agosto 2015

Confessioni di una #mammaimperfetta: allattamento a richiesta, co-bedding e autosvezzamento


Sono sveglia dalle 5 (anzi 5 e un quarto per essere precisi) dopo l'ultima poppata non sono più riuscita a chiudere occhio e porca la miseria avrei tanto bisogno di dormire. Si la notte per noi è ancora faticosa perché il mio bimbo, di 7 mesi e due giorni, la notte si sveglia ancora. E per mangiare principalmente. E io allatto, si allatto ancora. E allatto a richiesta. Non sono una fanatica ma mi piace farlo e soprattutto piace ancora molto al mio Giovanni. Forse perche' come dice la mia amica Sara "il mio latte sa di focaccia" o quasi sicuramente perche' il mio bimbo non e'ancora pronto. Non giudico chi non lo fa ma porto rispetto per le scelte che ogni mamma prende per il suo bambino e per la "propria" serenità (fondamentale a mio avviso per il benessere generale di tutti). Fossimo tutte un po' più unite, sincere e solidali forse ogni scelta sarebbe meno difficile perché non ci sentiremo giudicate. Giudicate dalle altre mamme, dai parenti, dagli amici, dagli sconosciuti e perfino dai vicini di ombrellone. Ma dico io, ognuno ha davvero da dire la sua?
Noi facciamo allattamento a richiesta, co-bedding (si Giovanni attualmente dorme con noi, l'ho detto!) e stiamo iniziando il divezzamento con lo svezzamento naturale (o auto svezzamento) che non vuol dire dare tutto senza un senso ma ascoltare i bisogni del nostro bambino senza fretta, tabelle o pappine. Anche se sono sincera con le pappe un po'ci ho provato, condizionata dal vociare esterno e dalle insicurezze del primo figlio, ma poi complice il nostro pediatra e mio marito stiamo intraprendendo questa strada e Giovanni sembra rispondere bene a questa scelta. Che poi l'auto svezzamento non è una cosa da "genitori alternativi" ma segue le nuove linee guida dell'OMS , è la strada più semplice per i bimbi allattati a richiesta (ma anche non allattati!) ed è diffuso nel resto d'Europa, molto in uso nei paesi nordici. Con l'auto svezzamento si educa il bambino a mangiare sano ma anche tutta la famiglia. Ogni pasto è condiviso e vissuto in armonia. Non male come principio. E cosi Giovanni sta assaggiando e sperimentando sapori che in fondo già conosce perché assaporati attraverso il liquido ammiotico e il mio latte.
L'altro giorno ad esempio (lo sto dicendo a tutti) si è pappato 6 gnocchi al pesto, e ne avrebbe voluti ancora. Ha il pesto nel DNA, che devo dire! Tata Lucia cosi come la sua generazione mi metterebbe al rogo ma non importa ogni mamma segue l'istinto e per fortuna i più recenti studi hanno capito (come se ci volessero degli studi) che il benessere del neonato dipende dal benessere fisico e mentale della mamma principalmente e dei genitori più in generale. Una volta era tutto più stressante perché la povera puerpera, già affaticata e stanca dal parto e dalla nuova vita, doveva sottostare a regole rigide, tabelle, orari e quantità. Ora forse ci hanno reso la vita un po' più semplice. Deve solo cambiare qualcosa a livello sociale (almeno in Italia) ma forse basterebbe soltanto tapparsi le orecchie o semplicemente non ascoltare. Avevo promesso che il mio blog non sarebbe diventato un blog per e di sole mamme e invece eccomi con una messa a nudo quasi completa del mio essere mamma oggi. Ma avevo bisogno di un piccolo sfogo fuori dal coro. Ringrazio Ornella di "mamma matta", un blog che adoro, che con questo post mi ha ispirata, la pagina FB dell'autosvezzamento (che con notizie, articoli e forum mi tiene sempre informata) il libro di Piermarini, la già nominata ostetrica Daniela e soprattutto mio marito che supporta e mi sopporta nei miei deliri di #mammaimperfetta.
                                          


sabato 15 agosto 2015

La mia bucket list di ferragosto

Ispirata dalla mitica Cindy mi ritrovo anche io a riflettere, in pigiama, al fresco di questo ferragosto incavolato nero a casa di mia mamma, in una pausa di sonno (spero abbastanza lunga da farmi finire di scrivere) di babychicco, sul vivere una vita ricca e sull'importanza di fare progetti, anche solo semplicemente di sognare ad occhi aperti. E io, figlia d'arte, sono una sognatrice patentata.
Vorrei e vorrei molte cose soprattutto in questo momento vorrei un pò più di fiducia in me stessa o forse vorrei la capacità di farmi scivolare addosso le critiche o anche solo i commenti di chiunque abbia voglia di mettersi a dire la sua su come si crescono i figli. La stanchezza dell'essere mamma molte volte è più dovuta al vociare che si ha intorno piuttosto che all'impegno di occuparsi del proprio bambino. Ma sono solo riflessioni (che fanno parte del pacchetto di oggi) e che non voglio però influiscano la mia personale lista di desideri e sogni, volutamente scanzonata e un pò folle.


Ecco dunque i miei 30 desideri+1 (e grazie ancora Cindy):

1. Prendere un bel seggiolino per #babychicco da mettere sulla bici e portarlo in giro con me per la città

2. Andare a Madrid con #babychicco e cucinare insieme alla mia amica Sandra

3. Tornare a Londra con #babychicco

4. Comprare una planetaria per la mia cucina

5. Andare in Islanda e magari fermarsi a viverci

6. Fare la pizza più buona che ci sia

7. Imparare a fare la tarta tatin perfetta

8. Andare in Vietnam, Cambogia, Cina, Giappone e poi tornare in Thailandia con #babychicco

9. Imparare (davvero) a cucinare thai

10. Aprire un b&b solo per fare torte deliziose

11. Andare a NY e magari fermarsi a viverci

12. Lavorare alla Tate

13. Prendere un cagnolino

14. Avere un bel terrazzo pieno di gelsomini e bouganville

15. Avere un orto da coltivare

16. Riprendere a studiare il francese

17. Parlare perfettamente lo spagnolo

18. Fare la camminata delle 5 terre a piedi con i miei due ometti

19. Imparare il genovese

20. Scrivere un libro per bambini, anzi un libro di ricette per bambini o ancora meglio un libro per cucinare con i bambini

21. Fare una vacanza in camper

22. Ricominciare a dipingere

23. Passare un week end di sole donne (+ #babychicco) con le mie donne da qualche parte

24. Imparare a fare il pesto buono come la mia mamma

25. Fare la tuffatrice professionista

26. Fare finalmente un corso di fotografia

27. Passare una serata di sole chiacchere, risate, vino e buon cibo con una cara amica

28. Travestirmi ad Halloween (mi accontento anche solo di Carnevale)

29. Fare un corso da sub

30. Fare un corso di nuoto con #babychicco

31. Passare una serata romantica con mio marito (che con un bimbo di 6 mesi è un sogno davvero)

Chi scrive la prossima lista?

mercoledì 22 luglio 2015

#thesummerismagic. Come preparare il miglior minestrone genovese del mondo (credici!)

Questa mia estate quasi al 100% ligure mi carica oltre che di sole e mare, di sapori..e di sapori che mi ricordano l'infanzia. Principe di questa prima parte della mia estate, e della me bambina, è sicuramente il minestrone genovese: freschissimo fatto con le verdure migliori, il pesto e un bel po'di bricchetti. Mangiato tiepido (vista la calura) è un tripudio di colori e un tocca sana multivitaminico. Da piccola era uno dei miei piatti preferiti e ora è uno dei miei comfort food del cuore: caldo d'inverno per scaldarsi nelle fredde sere milanesi e tiepido o addiritura freddo in estate per fare il carico di fibre e vitamine. Qui di seguito la mia ricetta personale che varia sempre in base alle verdure che trovo. 

MINESTRONE GENOVESE di FABY



300 gr di fagiolini verdi
4 patate 
una manciata di fagioli freschi
3/4 zucchine (in alternativa della zucca)
3/4 carote
1 porro (o una cipolla bianca)
una manciata di bietole (in alternativa del cavolo cappuccio o spinaci se piacciono anche tutte insieme)
qualche pomodorino ben maturo
aromi
olio e.v.o.
sale q.b.
250 gr di bricchetti (in alternativa si possono usare dei "ditalini rigati")

Il grosso del lavoro riguarda sicuramente la pulizia e la preparazione della verdura che va ben lavata e tagliata a "tocchetti" (come si dice qui da noi). Mettere tutte le verdure assieme ai fagioli in una pentola alta e versarci 2 L d'acqua. Salare e far bollire a fuoco piuttosto basso per due ore circa (i tempi si dimezzano con la mitica pentola a pressione!). Una volta pronto il minestrone buttare la pasta (se il brodo si fosse troppo consumato, allungare con acqua calda) e farla cuocere al dente. Una volta cotta la pasta, levare la pentola dal fuoco, aggiungere il pesto e mescolare.. Servire con generosa dose di parmigiano grattuggiato. 
Per esperienza..se dovesse avanzare: il giorno dopo è ancora più buono!

PS. Confesso che spesso in inverno..uso la busta surgelata!!!!!!!Della Valle degli Orti però!